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Settimana del Benessere

Dal 19 al 25 agosto 2018 7 giorni di attività intensive, mare e divertimento per ripartire alla grande!

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Le attività proposte comprendono un’offerta dei principali corsi attivi durante tutto l’anno presso l’Atelier Amar

Perfect Shape

Il sistema scientifico più avanzato per ottenere forma perfetta, forza fisica e salute interiore, con esercizi a corpo libero a terra ed in acqua (non è necessario saper nuotare). Inoltre un particolare programma di esercizi di Perfect Shape da effettuare in spiaggia in completo relax.

Tonicità del Pavimento Pelvico

Efficaci tecniche di facile esecuzione per ritrovare la forza del proprio centro vitale. Per donne e uomini.

Automassaggio Energetico

Tecniche di rilassamento e di automassaggio per prendersi cura di sè.

Benessere delle relazioni

Attività teorico-pratiche per educarsi a vivere relazioni sane, positive e costruttive, a partire dal rapporto se stessi.

Vivere la voce

Un percorso di scoperta interiore attraverso l’utilizzo consapevole della propria voce per vivere in armonia e benessere con le proprie emozioni.

Tai Chi Chuan – Qi Gong

Esercizi per il risveglio energetico e la longevità dalla millenaria tradizione orientale.

Guidare e Lasciarsi Guidare

Equilibrio e Armonia, esercizi di sensibilizzazione all’ascolto di sè e dell’altro, l’arte di guidare e lasciarsi guidare attraverso un linguaggio non verbale e profondo.

Inoltre: Tecnica di camminata energetica e di corsa, esercizi per il benessere intestinale e la salute degli occhi, e molto altro ancora!

PER PRENOTAZIONI RIVOLGERSI A settimanadelbenessere786@gmail.com +39 338 3787171 / 349 8540394

Scarica l’orario delle attività

 


RECENSIONI:

Imparare a… camminare (prima ancora che a correre)

Prima appoggia il tallone, poi tutta la pianta del piede fino alle dita che affondano nella sabbia per finire la spinta. Le anche morbide. Le spalle sono rilassate. Il respiro è sincronizzato ai passi… tempo e ritmo… sono assolutamente personali, ciascuno deve trovare il proprio. Il petto e la zona del sotto ombelicale sono il timone. Lo sguardo diritto all’orizzonte. La mattina del 26 agosto, cinquantacinque persone si ritrovavano, sulla spiaggia di S. Benedetto, all’alba, assonnate, per imparare, probabilmente per la prima volta, a camminare in modo corretto. Iniziava così il percorso alla riscoperta del proprio corpo. Con loro anch’io, curiosa di conoscere possibilità e limiti. Come loro mi mettevo in ascolto.
Come posso amarmi se non so cosa e chi sono? Era importate partire …con il piede giusto. Il corpo non è altro che una macchina che vuole essere trattata con cura, con attenzione, con amore, dunque la gradualità è essenziale. Come il motore richiede un riscaldamento, e si possono aumentare i giri solo se e quando il corpo lo vuole. La tecnica corretta consentiva di terminare il percorso (riscaldamento, camminata, corsa) senza traumi provando, invece, una grande sensazione di benessere. E questa era la garanzia di aver fatto un buon lavoro. Le foto ricordo immortalavano le varie fasi di lavoro. Per non dimenticare. Una volta rilassati partiva la seconda manche: quella del Perfect Shape in acqua. Una passeggiata, secondo alcuni. Nella realtà è stato, invece, un enorme impegno muscolare camuffato da gioco. Il metodo, chi lo pratica costantemente lo sa, è talmente completo che nessuna fascia muscolare è trascurata e il contrasto dell’acqua ne potenzia gli effetti. Impegno e gioco di squadra hanno sciolto ogni nostra resistenza a lasciarci andare, a divertirci, in un crescendo fino a rischiare di affogare per le grandi risate. Ritrovavamo il nostro aplomb nel momento dedicato alla cura, all’attenzione, al sentire, quando con l’automassaggio energetico e sonoro entravamo in contatto intimo con il nostro strumento, il corpo. Il metodo sviluppato da Caterina sfrutta il principio della vibrazione indirizzata, lavorando su una contemporanea e complementare sollecitazione delle differenti regioni dell’apparato scheletrico, articolare, endocrino e muscolare del corpo umano e agisce contemporaneamente su vari livelli: energetico (calore), meccanico (manipolazione diretta), mentale (Intenzione) e sonoro (auto ed eso-produzione sonora).
La sfera di intervento sonoro si attua principalmente attraverso la produzione autonoma del praticante di frequenze non elaborate (consonanti ad emissione lunga con la propria voce) che vanno a sollecitare le regioni interessate per conduzione ossea diretta. A supporto di questo lavoro e per favorire l’effetto apportato dall’automassaggio, è stato strutturato un programma musicale, specificamente composto da Cristiano Corradetti, tenendo conto di più piani di azione. Lui stesso ci spiga che le composizioni create hanno l’obiettivo di:

  1. fornire una struttura temporale musicale utile a guidare il praticante nell’esecuzione dell’automassaggio, in sincronia con i brani dedicati alle diverse regioni trattate.
  2. apportare un trattamento vibrazionale indirizzato alle diverse regioni del corpo, utilizzando nella composizione e nell’arrangiamento dei brani le frequenze specifiche di risonanza della parte del corpo trattata. (cfr anche gli studi realizzati da M. L. Aucher di cui da conto nell’ Homme Sonore)
  3. fornire una guida ritmica che indica (consapevolmente o no) ad una possibile sincronizzazione del movimento di esecuzione di alcuni esercizi.
  4. stimolare un ambiente mentale ed emotivo rilassante, suggerendo di volta in volta le immagini sonore più appropriate alla zona interessata dall’intervento.

Per quanto riguarda gli aspetti di intervento sulla sfera emotiva si è seguita una libera interpretazione delle dinamiche di movimento specifiche del massaggio delle diverse regioni del corpo, con particolare attenzione al carattere specifico degli esercizi: rilassante, tonificante, lento, veloce, statico, dinamico.

Come ha sottolineato Caterina si possono ottenere ottimi risultati affidandosi alle mani esperte di un bravo massaggiatore, ma l’intenzione attraverso la quale posso caricare il massaggio che faccio a me stessa ha una valenza insostituibile, un significato che esprime una affermazione potente: io esisto! La differenza è determinata dall’essere presenti nel gesto. Riscaldavamo gli olii essenziali con le mani e andavamo a massaggiare: viso, collo, spalle, parte dopo parte, fino ai piedi, con meticolosità. Era un massaggio al corpo ma anche alla persona. Il percorso finalizzato al miglioramento della percezione, di sé e dell’altro, continuava nella sessione dedicata a guidare e lasciarsi guidare, per tutti una vera sorpresa. Il corpo è una mappa interattiva ed è essenziale mantenere attivo e costante il contatto con sé per sviluppare quel senso di compattezza e di armonia interiore che ci permette di essere presenti. Gli esercizi di sensibilizzazione all’ascolto avevano lo scopo di ristabilire quel contatto che consente al corpo di trovarsi sempre nell’attualità della vita, in ogni momento. Il programma prevedeva esercizi in movimento, spesso ad occhi chiusi, studiati per sperimentare il lasciarsi andare, lasciarsi guidare… bella prova! L’ascolto di percussioni, di suoni e la bellissima esperienza di produrre noi il suono adeguato ad un movimento creativo hanno fatto di queste lezioni un gioiello da scoprire e assaporare… e Caterina promette che la scoperta continuerà perché la strada per sviluppare il progetto che ha nella mente e nel cuore è ancora lungo, ma se queste sono le premesse…! Affinare la percezione fisica, emozionale ed energetica del proprio corpo ci permette di sviluppare la presenza e di sentire il sapore della vita. La tanto temuta “settimana del terrore”, “la semana de la muerte” per gli amici spagnoli, si era tramutata nella settimana dell’amore. Vissuta sulla pelle di chi ha colto questa straordinaria opportunità.

“Non cercate Dio nella mente o nel cuore, Egli è in ciascuna della cellule che vi compongono, ecco perché dovete imparare ad amare anche il vostro corpo. E’ ciò che di più reale possedete, l’amore verso se stessi non andrà mai sprecato…”
“…Fai in modo che le persone, attraverso il tuo metodo, imparino ad amarsi ed apprendano con gioia un minimo di disciplina…”

DETTO! FATTO!

Rosi Colella – Roma (giornalista, partecipante alla I^ edizione SB agosto 2007)

 

Passo dopo passo…

Detesto svegliarmi all’alba, ancora di più camminare (perché da sempre convinta di non saperlo fare) e soprattutto avere la giornata scandita da appuntamenti che non siano di lavoro. E allora perché mi sono iscritta alla settimana del “Benessere”? Me lo sono chiesto anch’io! E la risposta è stata duplice. In questi ultimi anni ho capito che solo se ti fidi e ti affidi puoi cambiare molte convinzioni che erroneamente pensi siano tue, ma che in realtà ti sono state indotte. Siccome mi fidavo del cocchiere, o meglio della cocchiera… l’ho seguita… certa che con la sua esperienza ed energia mi avrebbe portato in territori inesplorati, faticosi, ma utili. E così è stato. Poi, perché sentivo che era arrivato per me il momento giusto per fare uno sforzo corretto e serio anche sul fisico, da troppo tempo dimenticato: dentro, dopo tanto lavoro, mi sento molto più leggera di quanto il mio corpo non esprima. E il mio nuovo obiettivo è di impegnarmi per ambire a diventare “uno” dentro e fuori.
Riferire un’esperienza è sempre molto più arido che viverla. Posso raccontare di aver imparato a camminare, di aver apprezzato l’aria fresca del mattino al mare, di aver goduto per una volta dei colori dell’alba, di aver sculettato sulla spiaggia incurante di quanti mi erano intorno, di essermi divertita a seguire un ritmo, di essermi alla fine lasciata guidare con leggerezza e di aver guidato senza sentire il peso schiacciante della responsabilità. Ed ancora, di aver giocato nell’acqua senza vergogna, al contrario di quando lo faccio da sola cercando di cavalcare le onde; di essere andata su un’altalena in libertà; di aver toccato il mio corpo e di aver sentito ogni cellula ringraziare per il tempo e l’attenzione dedicata.
Ma tutto ciò, sebbene sia tanto, non basta ad esprimere quanto ho ricevuto in dono dalla Settimana del benessere. Ho riassaporato il gusto delle cose semplici, constatato ancora una volta l’inutilità degli schemi mentali e delle difese che ci costruiamo e che nel mio caso si materializzano in ‘’fantastici’’ cuscinetti di ciccia. Ho sentito nuovamente il mio corpo ”parlare ’’ come quando ero adolescente e la giornata estiva era scandita da nuotate, da partite di pallavolo o di tennis, da fantastiche ore su un windsurf… o a fare salti su un tappeto elastico o a remare su un pattino o una canoa. Ho ritrovato vecchi sapori: i muscoli fieri finalmente di lavorare, di ri-cominciare (… la strada è lunga) a fare pace con lo specchio e di desiderare di tirar fuori la mia femminilità, vissuta fino ad oggi come la parte fragile da nascondere e mascherare per proteggerla. E tutto questo ascoltando il corpo: ad ogni passo, dapprima faticoso e poi sempre più naturale, ho sentito il passato che emergeva, che premeva per uscire e dissolversi. Il mio corpo seppur affaticato, gonfio di schifezze, rigido, spingeva perché non mi fermassi, sebbene fossi stanca e disabituata ad un tale ritmo. Era lui a comandare e non più la mia mente, impegnata solo a tenere i piedi dritti, le mani leggermente piegate, la schiena meno rigida possibile e lo sguardo all’orizzonte, a ricordare — per quanto mi fosse possibile — di muovere il bacino e le anche. Ero lì… ero nel “qui ed ora” … senza altri pensieri. Ogni tanto mi accorgevo che il corpo si irrigidiva… era la mente che tornava… pensavo a tutti gli anni buttati… a tutte le negazioni… le cose fatte per dover essere e non perché ne avessi veramente bisogno… provavo rabbia verso me stessa e poi constatavo l’inutilità di perdere ancora altro tempo a rivolgere lo sguardo al passato… e di nuovo il corpo mi chiamava… ancora un altro passo, la voglia di non fermarmi seppur stremata… ore a recuperare la fatica; ma la mattina dopo con il doppio della voglia di “massacrarmi” fisicamente per alleggerirmi di un fardello che, mi sono resa conto, non mi appartiene più e di cui il mio corpo vuole presto liberarsi… Passo dopo passo per ritrovarmi, passo dopo passo senza pensare alla meta, passo dopo passo per sentire la gioia della fatica costruttiva, passo dopo passo per sentire il corpo urlare dallo stress fisico e al tempo stesso godere di quel riaffiorante stato di benessere, passo dopo passo per scoprirmi con il cuore gonfio di riconoscenza verso me stessa per aver colto l’occasione di intraprendere questo “cammino” e, ancora una volta, di gratitudine verso Chi lo guida.

Emanuela De Crescenzo – Roma (giornalista, partecipante alla I^ edizione SB agosto 2007)